Affluenza al 54% per le elezioni in Senegal

Affluenza al 54% per le elezioni in Senegal

Editorial staff Staff
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La tornata legislativa nel paese africano vede contrapposta la colazione di maggioranza ai partiti di opposizione, di tendenza democratica, che non sono riusciti a formare un fronte unito e che, quindi, rischiano di non raggiungere un risultato sufficiente a contrastare la fazione presidenziale

Si è attestato al 54 per cento il tasso di affluenza alle elezioni legislative tenute in Senegal. Il dato, secondo quanto diffuso da alcuni organi di stampa nazionali, è superiore rispetto a quello registrato nel 2012. Lo scrutinio ha visto un record di liste presentate, ben 47 rispetto alle 24 del 2012, una proliferazione dovuta, secondo alcuni osservatori politici nazionali, in particolare all’incapacità dei partiti di opposizione di unire in un’unica lista i loro principali leader, cosa che ha di fatto ridotto al minimo le possibilità di "imporre una coabitazione al presidente Macky Sall", come proclamato dai leader dell’opposizione vigilia della presentazione delle liste. Le divisioni hanno riguardato in particolare il Partito democratico senegalese (Pds), guidato dall’ex presidente Abdoulaye Wade, e i sostenitori del sindaco di Dakar, Khalifa Sall, frondisti del Partito socialista senegalese (Ps). Le parti avevano annunciato l’unione in un’unica coalizione, denominata Manko Taxawu, salvo retrocedere dall’intento a poca distanza dal termine per la presentazione delle liste a causa dell’impossibilità di decidere a chi affidare la guida della coalizione. Si è presentata compatta, invece, la coalizione della maggioranza presidenziale Benno Bokk Yakaar (Bby), il cui obiettivo è di confermarsi alla guida del paese in vista delle elezioni presidenziali del 2019, che vedranno con ogni probabilità l’attuale presidente Macky Sall tra i candidati. Della coalizione, istituita nel 2012, fanno parte l’Alleanza per la repubblica (Apr), il partito del capo dello stato, Alleanza per la Repubblica, il Partito socialista di Ousmane Tanor Dieng o ancora l’Alleanza delle forze del progresso (Afd) dell’attuale presidente dell’assemblea nazionale, Moustapha Niasse.