Davos: il prezzo del greggio è convitato di pietra

Davos: il prezzo del greggio è convitato di pietra

Ivana Pisciotta
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In una settimana da incubo con le quotazioni del petrolio precipitate a 28 dollari, l'appuntamento annuale che vede riunito il gotha dell'economia e della finanza globali è stato anche un'occasione per un'analisi della situazione

Il petrolio sotto la soglia dei 30 dollari è stato il grande convitato di pietra al World Economic Forum. In una settimana da incubo per i mercati con il prezzo del greggio che è precipitato a 28 dollari, l'appuntamento annuale a Davos che vede riunito il gotha dell'economia e della finanza globali è stato anche un'occasione per un'analisi della situazione. I livelli attuali sono assolutamente eccezionali, su questo si è convenuto, ma cosa fare nel breve-medio termine calcolando che, stando alle stime dell'Aie, il prezzo risalirà solo a fine 2017? Il premier iracheno Haider al-Abadi ha lamentato il fatto che anche la lotta contro l'Isis sta diventando più difficile: "A noi produrre un barile di petrolio - ha spiegato - costa in media 11 dollari al barile e con il prezzo ai minimi da 12 anni, ne ricaviamo al momento 22. Diventa pesante affrontare questa spesa, considerando che dobbiamo anche sostenere le spese per aiutare la nostra economia". Dal canto suo, l'Arabia Saudita che è il secondo produttore al mondo sfida i suoi concorrenti e fa sapere di essere capace di mantenere questi prezzi così bassi “per molto, molto tempo‘. Nel resort svizzero, Khalid al-Fahid presidente esecutivo dell'Aramco ha già annunciato che “non accetteremo mai di ridurre la nostra produzione per fare spazio ad altri. La nostra è una posizione che ci siamo guadagnati e che non lasceremo tanto facilmente. Siamo certamente disponibili ad aggiustamenti a breve termine, se anche gli altri lo saranno ma non crediamo che il prezzo a breve scenderà‘.  Più ottimista il Ceo del Bahrain Economic Development Board Khalid Al Rumaihi: “Questa crisi potrebbe anche tradursi in una benedizione per noi perché potrebbe essere un incentivo a farci muovere verso altri settori e potrebbe anche essere la spinta a diversificare le nostre fonti‘. Concetto espresso anche dal vicepremier del Kuwait Kihalid al-Saleh, secondo cui i prezzi attuali sono “insostenibili‘. “Un ritorno ad un livello accettabile sia per i produttori sia per i consumatori potrebbe anche verificarsi tra la fine di quest'anno e l'inizio del prossimo" ma ad ogni modo questo momento potrebbe essere l'occasione "per rivedere il sistema dei sussidi alle società produttrici". Secondo indiscrezioni, si sarebbe tenuto anche un incontro a margine dei lavori del Wef tra i rappresentanti delle più grandi compagnie petrolifere, tra cui Total, Bp, Shell, Saudi Aramco e Repsol per cercare di definire un'intesa con i paesi produttori ma la notizia sarebbe stata poi smentita.