Barkindo: "Il peggio è passato"

Barkindo: "Il peggio è passato"

Elisa Maria Giannetto
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Il Segretario Generale dell'Opec in visita in Nigeria guarda con fiducia al futuro. Intanto in Mozambico ripartono le esplorazioni offshore

"Il peggio è ormai alle spalle". Così il Segretario Generale dell’Opec Barkindo, in visita dal ministro dell’energia nigeriano, Ibe Kachikwuo, loda il Paese per aver retto meglio di altri al crollo dei prezzi del petrolio. Un calo dell’80% registrato dall’autunno del 2014 a gennaio 2016 e per il quale Barkindo utilizza la metafora della "tempesta".  "Abbiamo attraversato uno dei cicli peggiori degli ultimi anni", ha commentato il Segretario Opec, "ho visitato molti Paesi in questo periodo, e ho potuto constatare in prima persona il modo in cui hanno lottato. Tuttavia, penso che qui in Nigeria abbiamo visto i risultati migliori, i più efficaci ed efficienti", ha osservato Barkindo. Non manca poi di far riferimento all’accordo di cui è stato il principale promotore, quello firmato lo scorso dicembre tra i Paesi Opec e non-Opec, e che ha come obiettivo almeno per il primo anno di migliorare i prezzi e svuotare i magazzini dall’eccesso di riserve. Adesso si aspetta di capire a quanto il prezzo del petrolio si assesterà nel medio periodo. Per l’Opec e i suoi alleati del Golfo - Emirati Arabi Uniti, Kuwait e Qatar – un prezzo a 60 dollari al barile potrebbe bastare per incoraggiare nuovi investimenti ma probabilmente non per contrastare l’impennata della produzione Usa. Abu Dhabi, Riyadh e i suoi alleati del Golfo auspicano un livello più alto dei prezzi per incentivare gli investimenti e mettere a tacere il pericolo di una carenza delle forniture. Alto sì, ma non così tanto perché non si vuole incoraggiare ulteriormente l’attività estrattiva statunitense. Intanto in Mozambico c’è chi riparte con le attività esplorative. Il gruppo petrolchimico sudafricano Sasol ha riportato risultati "soddisfacenti" dalle esplorazioni offshore di gas e petrolio. Quattro dei dodici pozzi operati dalla compagnia al largo delle acque mozambicane hanno infatti fornito un tasso di successo del 100%. "Abbiamo forato quattro pozzi. Due di loro contengono gas e altri due di petrolio, tutti con risultati sorprendenti", ha detto il direttore generale di Sasol, Stephen Cornell. Il Mozambico dispone di abbondanti riserve non sfruttate di gas e le ultime scoperte hanno spinto il Paese in prima fila nell’offerta di gas del futuro. Secondo le previsioni di Agence Ecofin, la produzione ed esportazione degli idrocarburi dal Paese dell'Africa orientale potrebbero iniziare tra il 2022 e il 2023.