L'accordo di Parigi sul clima entra in vigore. Prossima tappa: Marrakesh

L'accordo di Parigi sul clima entra in vigore. Prossima tappa: Marrakesh

Emilio Fabio Torsello
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La COP22 punterà a consolidare gli impegni presi dagli Stati. Mentre l'Organizzazione Meteorologica Internazionale denuncia: nel 2015 raggiunti livelli record nelle emissioni

L’accordo sul clima firmato a Parigi è entrato ufficialmente in vigore oggi. Frutto di un negoziato internazionale complesso e spesso critico, certamente unico nella storia, rappresenta un punto di svolta nel comportamento dell’uomo, coinvolgendo tutti gli aspetti della vita di governi, regioni, istituzioni e città, all’insegna della lotta al cambiamento climatico. Ed è questo il primo significativo passo di un percorso ancora lungo.
La prossima settimana, infatti, si aprirà la nuova conferenza internazionale sul clima – COP22 – che si terrà a Marrakesh, un appuntamento che la United Nations Framework Convention on Climate Change (UNFCCC) in una nota ha definito "un nuovo inizio". "Entro quindici anni", spiegano, "sarà necessario giungere a una riduzione senza precedenti delle emissioni, insieme a uno sforzo congiunto per costruire città capaci di resistere all’impatto del cambiamento climatico. E proprio il livello ancora alto di emissioni dovrà essere uno dei temi principali degli incontri di Marrakesh".
L’Organizzazione Meteorologica mondiale, ha confermato che, per la prima volta nel 2015, la concentrazione delle emissioni, del diossido di carbone, ha raggiunto il livello di 400 parti per milione. E nel 2016 rischia di raggiungere nuovi e negativi record. "Questo", sottolinea l’UNFCCC, "significa che il mondo è ancora lontano dal raggiungere il primo degli obiettivi dell’accordo di Parigi: limitare il global warming ben al di sotto dei 2°C, mantenendolo il più vicino possibile al 1,5°C per prevenire eventi disastrosi di cui non potremmo calcolare le conseguenze".
Secondo quanto previsto dall’accordo di Parigi, infine, entro il 2018 gli Stati dovrebbero aver messo a punto un regolamento capace di gestire e rendere misurabili le azioni a favore del clima, in modo da garantire la trasparenza su tutti i versanti. A questo risultato dovrebbe poi corrispondere un flusso di denaro pari a 100 miliardi di dollari a supporto della tutela dell’ambiente. L’appuntamento di Marrakesh, dunque, proseguirà con questo obiettivo.