Il vettore verso un futuro sostenibile

Il vettore verso un futuro sostenibile

Elisa Maria Giannetto
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L'idrogeno diventa la chiave di volta per un mondo a basse emissioni di carbonio. A Davos nasce l'Hydrogen Council mentre Obama destina 500 milioni di dollari al Green Climate Fund

Nasce, o meglio rinasce, a Davos l'idea di utilizzare l’idrogeno come acceleratore per la transizione energica e gli obiettivi climatici. In occasione del meeting in corso nella città svizzera, 13 aziende dei settori trasporti e energia hanno annunciato la nascita dell’Hydrogen Council, un'iniziativa per favorire su scala globale lo sfruttamento dell'idrogeno come elemento di stoccaggio dell’energia del futuro. Così l’elemento più leggero del mondo diventa la chiave di volta per limitare l’utilizzo delle fonti fossili, aprendo nuove strade alla mobilità e all'energia del terzo millennio. Il piano è parte degli sforzi globali per mantenere il riscaldamento globale al di sotto di 2 gradi centigradi, obiettivo concordato da 195 Paesi a Parigi nel 2015. "In questo contesto, siamo convinti che il contributo unico che le soluzioni a idrogeno offrono, necessiti di essere oggi fortemente ribadito", spiegano i firmatari della nuova intesa. Certo la corsa all'idrogeno è partita già qualche anno fa ma oggi è supportata maggiormente dagli sviluppi che la tecnologia è in grado di garantire. L’obiettivo dichiarato del programma è "l’esplorazione dell’utilizzo dell’idrogeno per la creazione di una società sostenibile a basso impatto ambientale". Le società internazionali attualmente coinvolte sono: Air Liquide, Alstom, Anglo American, BMW Group, Daimler, ENGIE, Honda, Hyundai, Kawasaki, Royal Dutch Shell, The Linde Group, Total e Toyota. L’impegno c’è ma ciò che potrebbe mancare è che "i governi sostengano l’idrogeno con azioni precise, ad esempio attraverso programmi di investimento nelle infrastrutture su larga scala", ha commentato Benoit Potier, CEO di Air Liquide. E c’è chi intanto, con il desiderio di essere ricordato per il suo impegno green, investe in un altro fondo. Il Presidente statunitense uscente, Barack Obama, chiude il suo ultimo giorno di mandato destinando una nuova tranche da 500 milioni di dollari al Green Climate Fund, il fondo internazionale ONU che sostiene la transizione energetica nei Paesi emergenti. Sul fronte delle innovazioni per il risparmio energetico, anche l’Europa presenta una novità: il primo edificio a energia positiva. Il progetto vedrà la luce a Porsgrunn, nella contea di Telemark, in Norvegia. Composto prevalentemente da legno, moduli fotovoltaici, pompe di calore e un design specifico in grado di massimizzare l’esposizione alla radiazione solare, sarà in grado di produrre più energia di quanta ne consuma. Un gioiello di bioarchitettura che sarà inaugurato entro il 2019.