Usa-Cina: la guerra solare

Usa-Cina: la guerra solare

Elisa Maria Giannetto
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Danneggiata dalla concorrenza cinese, l'industria fotovoltaica americana chiede misure protezioniste a tutela del settore

Gli Stati Uniti annunciano nuovi dazi alle importazioni dei pannelli fotovoltaici. La comunicazione inviata ai 163 membri dell’OMC, l’Organizzazione mondiale del commercio, annuncia nuove tariffe a tutela del settore dell’energia solare per proteggerlo il settore dalla concorrenza cinese. La politica dei prezzi del Dragone è infatti ritenuta eccessivamente aggressiva tanto da far parlare di concorrenza sleale. A questa si aggiunge il vertiginoso calo dei prezzi, guidato dall’eccesso di offerta nel fotovoltaico mondiale, che ha contribuito a far perdere terreno alle aziende americane. Ad accertare il danno subito dall’industria stelle e strisce sarà l’International Trade Commission (ITC) americana a cui, solo poche settimane fa, è stato recapitato il reclamo di Suniva, produttore di celle e moduli con sede in Georgia. La società è stata costretta a dichiarare fallimento nel mese di aprile poiché incapace di competere con offerte (per lo più cinesi) di appena 35 centesimi/watt per i moduli. Dal 2015 a oggi la compagnia ha perso oltre 50 milioni di dollari. E questo è solo un esempio che potrebbe spingere, come richiede Suniva, ad aumentare di quasi il doppio il prezzo dei moduli solari importati, arrivando a circa 0,78 dollari il Watt, e un dazio iniziale sulle celle di 0,40 dollari/Watt. Se passerà questa linea, il solare americano diverrebbe il più costoso al mondo facendo crollare, come avverte IHS Markit, la domanda di pannelli fotovoltaici del 60% nel periodo 2018-2021.