Dall'Ucraina all'India, il mercato dell'energia va a tutto gas

Dall'Ucraina all'India, il mercato dell'energia va a tutto gas

Marcello Vallese
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In Europa si sbloccano i più grandi impianti di stoccaggio mentre in Asia anche i più piccoli giacimenti si aprono alla produzione

L’autorità di controllo ucraina sull’energia ha recentemente pubblicato un nuovo regolamento che sovrintende la gestione dei propri impianti di stoccaggio del gas naturale. Una notizia che sul lungo termine potrà influire non poco nella partita a tre che si gioca ogni anno fra Russia, Ucraina e Unione Europea e che ha come oggetto della contesa la gestione degli ingenti flussi di gas che proprio nell’ex repubblica sovietica vedono un punto di passaggio obbligato. Il motivo sono gli oltre 30 miliardi di metri cubi in capacità di stoccaggio che fanno dell’Ucraina il leader in Europa ma che fino ad oggi è stata sfruttata solo a metà negli ultimi anni dagli operatori del vecchio continente. Il nuovo regolamento, che prevede facilitazioni per gli operatori come la possibilità di fare trading senza pagare costi di iniezione e prelievo e l’abolizione dell’imposta di valore aggiunto sui depositi, punta ad aumentare la sicurezza energetica del paese e in ultimo, favorire un generale abbassamento dei prezzi. Un altro paese molto attivo sul fronte energetico è l’India che ha appena assegnato ai rispettivi vincitori delle aste, 44 giacimenti di petrolio e gas, di cui 16 offshore, questo al termine di un percorso avviato dal gigante asiatico poco meno di un anno fa per sbloccare una serie di risorse energetiche precedentemente non sfruttate per precedenti difficoltà tecniche, logistiche e fiscali. Il governo di Nuova Delhi ha ricevuto 134 offerte da 47 operatori con le imprese locali che hanno recitato la parte del leone aggiudicandosi ben 43 concessioni. Secondo le stime del governo, i giacimenti contengono riserve pari a circa 40 milioni di tonnellate di petrolio e 22 miliardi di metri cubi di gas, sfruttabili in 15 anni.