Nonostante lo shale gas, gli USA importano sempre più greggio

Nonostante lo shale gas, gli USA importano sempre più greggio

Editorial Staff
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Rispetto allo scorso anno, gli Stati Uniti stanno importando il 20% di petrolio in più. Determinante il ritorno dell'Iran sul mercato mondiale

Il Paese che grazie alla rivoluzione dello shale gas veleggia ai massimi livelli di produzione da quasi trent’anni, si è ritrovato a importare il 20% di greggio in più rispetto all’anno scorso, quando la produzione si attestava sui 9 milioni di barili al giorno. Tra i fattori che hanno determinato questo dato in controtendenza c’è il ritorno sul mercato dell’Iran, che ha scatenato un effetto domino di vendite tra i produttori, necessarie per non perdere quote di mercato. Inoltre, molti depositi di stoccaggio nel mondo sono ormai al limite della capacità, come quelli di Rotterdam e Città del Capo, mentre i depositi statunitensi hanno ancora spazio per circa 100 milioni di barili. Secondo il Wall Street Journal, il petrolio proveniente da Paesi come il Ciad, il Brasile, il Gabon e l’Azerbaijan viene stoccato dai raffinatori nell’Oklahoma e nell’Illinois per essere rivenduto in futuro a un prezzo più alto, mentre dai dati del sito di monitoraggio ClipperData, nel Golfo del Messico ci sono petroliere ferme in attesa di scaricare circa 28 milioni di barili, un numero superiore di oltre il doppio rispetto al normale. Paradossi del mercato.