Gli Stati Uniti tornano a essere esportatori netti di LNG

Gli Stati Uniti tornano a essere esportatori netti di LNG

Emilio Fabio Torsello
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Il Pakistan ha allo studio sette nuovi hub per immagazzinare gas naturale liquefatto. E il Giappone punta a diventare partner di Islamabad nel settore

Gli Stati Uniti sono ormai divenuti esportatori netti di Liquefied Natural Gas. A dirlo sono i numeri che certificano come le esportazioni abbiano ormai superato le importazioni. Secondo quanto riporta un’analisi della società S&P Global Platts, infatti, nel novembre di quest’anno gli USA hanno esportato 7,4 miliardi di piedi cubi di gas, rispetto a 7 miliardi di importazioni. Una circostanza che non si verificava ormai da sessant’anni. Il tutto a meno di un anno dalla fine delle sanzioni che impedivano il commercio del cosiddetto "crude oil". E l’inverno in arrivo potrebbe far aumentare ulteriormente le esportazioni da parte degli Stati Uniti.
E il mercato del LNG fa registrare un forte impegno da parte del Pakistan nello sviluppo di terminal per lo stoccaggio e la redistribuzione del gas naturale liquefatto, Paese che punta a diventare uno dei principali hub asiatici. La domanda di LNG di Islamabad ammonta ormai a 30 milioni di tonnellate all’anno e per rispondere a questa richiesta verranno costruiti ben sette terminali di rigassificazione entro la fine del 2019. Tutto questo mentre sono almeno dodici le compagnie giapponesi interessate a un tender per la vendita di LNG: 60 cargo nei prossimi cinque anni e 180 nei prossimi quindici anni. Basti pensare che, secondo diversi analisti, la domanda di Liquefied NaturaL Gas del Pakistan potrebbe arrivare a 80 milioni di tonnellate all’anno entro il 2025.