L'effetto Trump inizia a farsi sentire sul mercato petrolifero

L'effetto Trump inizia a farsi sentire sul mercato petrolifero

Marcello Vallese
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Le prime mosse della nuova amministrazione e la ripresa delle estrazioni di olio di scisto influenzeranno non poco le quotazioni

Mentre l’OPEC, dopo il faticoso accordo sul congelamento dei livelli produttivi raggiunto a fine novembre, è impegnata a implementarlo in collaborazione con la Russia, c’è un altro peso massimo sul mercato che ha approfittato della momentanea risalita dei prezzi per aprire al massimo i rubinetti.

Secondo le più recenti stime dell’Energy Information Admninistration (EIA), il Paese a stelle e strisce sarà destinato nel 2017 a produrre più di 9 milioni di barili al giorno, un dato in crescita del 5,6% rispetto all’anno precedente. Questa crescita, combinata al taglio produttivo dell’OPEC stimato a gennaio in 900.000 barili dal sito di tracking delle petroliere Petro-Logistics SA, oltre alla ridotta capacità delle raffinerie locali di lavorare il petrolio a basso tenore di zolfo estratto nelle rocce di scisto del Texas, potrà spingere le esportazioni americane a circa 800.000 barili al giorno.Le quotazioni del greggio hanno recentemente subìto un’ulteriore spinta al rialzo, a causa delle rinnovate tensioni fra Stati Uniti e Iran, ma soprattutto per l’attesa della prossima mossa dell’amministrazione Trump, la cancellazione della legge Dodd-Frank. Il provvedimento, varato nel 2010 da Barack Obama come risposta alla crisi finanziaria del 2008, richiede alle compagnie energetiche una maggiore trasparenza nelle transazioni finanziarie con Paesi stranieri. Alla borsa di New York, i futures sul WTI in consegna a marzo hanno raggiunto i 54 dollari al barile, mentre il Brent ha oltrepassato la quota di 57 dollari al barile. I mercati non sono rimasti indifferenti alla nota della Casa Bianca che ha illustrato come la Dodd-Frank "imporrebbe degli oneri amministrativi sulle compagnie americane che, oltretutto, potrebbero subire uno svantaggio competitivo rispetto a competitor stranieri non obbligati a rispettare una simile regolamentazione".
A frenare i facili entusiasmi scatenati dall’approccio laissez faire di Trump, sono le parole di Fatih Birol, direttore dell’Agenzia Internazionale dell’Energia (AIE). Secondo il dirigente turco, la stabilità dei prezzi recentemente acquisita potrebbe durare poco, visto che il mondo "sta entrando in un periodo di grande volatilità", soprattutto a causa del previsto aumento produttivo statunitense che raggiungerà il picco questa estate, quando i prezzi permetteranno di sfruttare al massimo le potenzialità ancora inespresse dei grandi bacini di scisto.