Saudi Aramco guarda al mercato USA. E la Libia promette di tornare a esportare greggio

Saudi Aramco guarda al mercato USA. E la Libia promette di tornare a esportare greggio

Emilio Fabio Torsello
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La compagnia di bandiera saudita punta a controllare i due più importanti siti di raffinazione in Texas, mentre l'Iran annuncia un aumento della produzione di petrolio entro il 2020

È un complesso gioco di partecipate quello che potrebbe portare l’Arabia Saudita ad avere il controllo delle due maggiori raffinerie del Texas. Saudi Aramco, la compagnia petrolifera di Stato di Riad, insieme a Royal Dutch Shell è infatti già proprietaria di uno degli impianti gestiti da Motiva Enterprises LLC, la maggiore raffineria degli Stati Uniti. E nel 2017, sulla base di accordi già siglati, Aramco avrà il pieno controllo degli asset più importanti proprio di Motiva che gestisce siti di produzione anche in Louisiana. Attraverso questa società, Saudi Aramco potrebbe quindi “comprare‘ la seconda e più importante raffineria degli USA: Motiva è in corsa per l’acquisto della storica LyondellBasell Refinery, a Houston, con una capacità di 268mila barili al giorno. Operazione che porterebbe proprio i sauditi a controllare i due siti di raffinazione di petrolio più importanti del Texas. Questo significherà che – dall’aprile prossimo – parte del gas acquistato presso i distributori negli USA sarà saudita. Eppure Saudi Aramco non è nuova a operazioni simili. La compagnia della corona, infatti, opera già in un centro di ricerca che si trova proprio alle spalle del MIT e in un altro a Houston.

E se l’Arabia Saudita guarda agli Stati Uniti per espandere il mercato, il suo diretto rivale – l’Iran – punta ad aumentare le proprie esportazioni di greggio oltre il 20% entro il 2020. Le autorità di Teheran puntano a portare la produzione dai 3,8 milioni di barili al giorno, a 5 milioni di barili e sono alla ricerca di investimenti stranieri per 200 miliardi.

Tra gli attori energetici che potrebbero tornare sul mercato nei prossimi mesi, infine, c’è la Libia. Due giorni fa, infatti, le autorità del Paese hanno fatto sapere di aver iniziato le operazioni di caricamento di un tanker con 600mila barili di petrolio presso il porto di Ras Lanuf, greggio che potrebbe essere esportato oppure raffinato. Una circostanza che avrebbe come diretta conseguenza quella di cambiare anche gli equilibri tra i Paesi produttori di petrolio, dato che ormai la produzione libica si attestava su numeri minimi.


"Le esportazioni riprenderanno immediatamente da Zuwaytina e Ras Lanuf e proseguiranno a Brega" ha invece fatto sapere il presidente della National Oil Company (NOC), Mustafa Sanalla, in una nota pubblicata sul sito della compagnia. "Le esportazioni riprenderanno da Al-Sidra appena possibile". Con 48 miliardi di barili stimati, la Libia ha le maggiori riserve di greggio presenti in Africa.