La strada europea verso la diversificazione energetica

La strada europea verso la diversificazione energetica

Editorial Staff
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L'obiettivo è smarcarsi dalla dipendenza russa, e per farlo l'Ue ha stanziato nei giorni scorsi oltre 200 milioni di euro da investire nel Baltico e in infrastrutture elettriche

L’Unione europea cerca di smarcarsi dalla dipendenza energetica russa. E per farlo mette in campo 263 milioni di euro da investire in impianti nel Mar Baltico. Tra i progetti supportati anche lo sviluppo di reti elettriche sul continente. Questa mossa segue l’apertura, in Polonia, di un importante hub per il LNG che riceverà forniture dal Medio Oriente. Ma non è tutto, nell’ambito del progetto Connecting Europe Facilities, infatti, l’Ue ha già stanziato 5,35 miliardi di euro per progetti di infrastrutture trans-europee da qui al 2020, con l’obiettivo di differenziare le fonti di approvvigionamento e ridurre le emissioni, nell’ottica di "progetti di interesse comune". "Un’energia ben interconnessa è essenziale per raggiungere l’Unione energetica", ha spiegato il commissario europeo per il Clima e l’Energia, Miguel Arias Cañete, "il supporto economico dell’Ue aiuterà a recuperare il gap nelle infrastrutture, rafforzando le basi per un mercato energetico europeo. Tutto questo è necessario per rafforzare la sicurezza nelle forniture, così da poter utilizzarle in modo anche più efficiente, rispettoso dell’ambiente e integrato con le rinnovabili".