La Russia e altri produttori si allineano ai tagli OPEC

La Russia e altri produttori si allineano ai tagli OPEC

Lorenzo Massari
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Dopo l'accordo sul taglio alla produzione di petrolio del 30 novembre scorso, la riduzione dell'output è stata accettata anche dagli altri produttori indipendenti

La Russia e gli altri produttori si uniscono ai Paesi OPEC e accettano di tagliare il proprio output petrolifero. In particolare, i non aderenti all’Organizzazione Paesi Esportatori di Petrolio contribuiranno con una riduzione extra di 600.000 barili al giorno, che va a sommarsi ai 1,2 milioni di barili su cui si è focalizzata l’intesa nel corso del meeting OPEC di Vienna. Come riportato da Bloomberg, si tratta del primo taglio globale all'offerta da 15 anni a questa parte, che si dovrebbe ridurre complessivamente del 25%. In particolare, Mosca ha affermato di essere pronta a ridurre la produzione di 300.000 barili al giorno a partire dal marzo prossimo e il ministro dell’energia russo, Alexander Novak, ha affermato di aspettarsi l'adesione all’intesa di altri Paesi come l’Azerbaijan, il Kazakhstan, l’Oman, il Messico, la Malesia e la Bolivia. Da parte sua, il ministro algerino Noureddine Boutarfa si era detto convinto che "tutti i Paesi presenti al meeting di Vienna hanno intenzione di tagliare".
Intanto, nonostante gli accordi di Vienna, a novembre l’Arabia Saudita ha fatto registrare un nuovo record nella produzione di petrolio raggiungendo i 10,72 milioni di barili al giorno, a fronte dei 10,625 del mese di ottobre.
Ora le principali preoccupazioni degli analisti riguardano le mosse degli USA: in una condizione di timido rialzo dei prezzi petroliferi, infatti, il timore è che i produttori americani di shale gas possano tornare a produrre a condizioni convenienti, annullando di fatto la mossa compiuta dall’OPEC.