Le rinnovabili spingono gli investimenti. Cile, India e Canada puntano su accordi "green"

Le rinnovabili spingono gli investimenti. Cile, India e Canada puntano su accordi "green"

Editorial Staff
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Nel Paese dell'America Latina operano già compagnie europee e statunitensi e il comparto è in crescita. Mentre Ottawa punta a diventare uno dei principali partner energetici di Nuova Delhi

Prima l’accordo Cop 21 sul clima, poi una politica che a livello internazionale si sta indirizzando sempre più spesso verso la diversificazione delle risorse energetiche. Tanto che Paesi come l’Arabia Saudita – tra i maggiori produttori di petrolio al mondo – stanno riconvertendo parte della propria produzione all’insegna delle energie alternative.
 
E proprio sull’onda dell’accordo COP21, tra le realtà che fanno registrare gli obiettivi più ambiziosi nella produzione da fonti “green‘ c’è il Cile: il Paese della Bachelet punta infatti a produrre il 70% di energia rinnovabile entro il 2050. Un obiettivo ambizioso che potrebbe portare una serie di importanti investimenti nel settore da parte delle compagnie straniere. Il territorio cileno favorisce sicuramente una politica “green‘ grazie anche e soprattutto al deserto di Atacama, vera e propria risorsa per impianti fotovoltaici, e agli oltre seimila chilometri di coste dove potrebbero essere installati diversi impianti eolici (sia onshore che offshore). A questo si aggiungono ben 123 vulcani attivi, ulteriore fonte di energia geotermica. Per sfruttare a pieno questo potenziale serviranno però infrastrutture adeguate.
 
Il Paese negli ultimi otto anni ha già fatto tanto, passando dall’1 all’11% nella produzione di energia da fonti rinnovabili. E riesce ad aggiungere circa 600MW ogni anno, segno di un continuo interesse verso gli investimenti nel settore anche attraverso nuove partnership pubblico-privato che agevolano l’ingresso di nuovi attori sul mercato.
 
E i numeri parlano da soli: nel 2012 sono stati investiti ben 9,2 miliardi di dollari, mentre nel 2014 una serie di 12 accordi di investimento hanno portato in Cile 3,4 miliardi di dollari in progetti che hanno interessato per lo più il solare. A guidarli è stata la compagnia spagnola Abengoa che ha costruito Atacama 1, un impianto fotovoltaico da un miliardo di dollari: genererà 110MW di elettricità e sarà operativo tutti i giorni dell’anno, 24 ore su 24. E il progetto di Abengoa è solo uno di quelli partiti nel deserto di Atacama, dove opera anche la compagnia SunEdison. Le ultime gare, inoltre, hanno visto la partecipazione di compagnie inglesi, irlandesi, statunitensi e spagnole, per contratti ventennali capaci di fornire al Cile 1200GWh a partire dal 2017.
 
E che gli investimenti sulle energie alternative siano un’opportunità sia per le imprese che per i Paesi, lo testimonia anche il recente accordo tra Gran Bretagna e India per lo sviluppo del comparto "green" e del nucleare (e non mancherà un supporto anche nel settore delle energie tradizionali fossili). Con il Canada che punta a diventare uno dei principali interlocutori energetici per Nuova Delhi. La notizia di questa partnership è venuta direttamente dal ministro canadese per le risorse naturali, Jim Carr. "Vogliamo fornire soluzioni per la totalità dell’energy mix dell’India", ha spiegato il ministro che nei giorni scorsi era in India per colloqui. Sul tavolo anche un’ulteriore collaborazione nel comparto del nucleare. Ottawa in realtà ha già siglato negli anni scorsi un accordo quinquennale per la fornitura di uranio a Nuova Delhi e adesso punta a migliorare ulteriormente questa partnership.
 
India e Canada, infine, sono tra i 21 "Mission innovation partners" che hanno sottoscritto l’obiettivo di raddoppiare nei prossimi cinque anni gli investimenti governativi in tecnologie "green" e ricerca tecnologica su fonti rinnovabili.