Prezzi del petrolio tra ottimismo e prudenza

Prezzi del petrolio tra ottimismo e prudenza

Elisa Maria Giannetto
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Quotazioni del petrolio ai massimi da 18 mesi sull'ottimismo dei tagli alla produzione di petrolio ma i dati USA e le notizie in arrivo dall'Iran invitano alla prudenza

Si allunga la lista dei Paesi che, in linea con gli impegni presi con l’OPEC, cominciano a ridurre la produzione di petrolio. Dopo l’Arabia Saudita e il Kuwait, ora è il turno dell’Angola che ha deciso un taglio a partire da 78.000 barili al giorno. A seguire l’Iraq che, secondo le parole del ministro del Petrolio iracheno Jabar Ali al-Luaibi, “vuole rispettare la decisione dell’Opec presa durante l’ultima riunione a Vienna, mettendo in atto un piano per tagliare la produzione dai campi nazionali». L’ondata dei tagli nel frattempo ha portato una ventata di ottimismo sui mercati e, se tutto marcerà secondo le intenzioni esibite, la produzione dovrebbe diminuire in questi primi mesi del 2017 fino a 1,8 milioni di barili al giorno, assorbendo del tutto l’eccesso di offerta.

Stando ai dati di dicembre, in realtà, l’OPEC avrebbe già ridotto di poco la produzione da 34,38 a 34,18 milioni di barili. Dunque, l’ottimismo parrebbe giustificato tra gli investitori. Ma c’è chi ancora cautamente vuole attendere i primi sei mesi di questo nuovo anno per mettere sulla bilancia i benefici reali del contenimento della produzione. A frenare l’entusiasmo ci sono infatti i dati provenienti dagli U.S.A e dall'Iran. Le compagnie americane starebbero già approfittando della risalita delle quotazioni del petrolio per aumentare la loro produzione. Negli Stati Uniti il numero dei siti estrattivi attivi risulta aumentato: alla fine di questa settimana si contano 4 unità in più che portano il totale a 529, il livello più alto da un anno. Rispetto ai minimi toccati a fine maggio dello scorso anno, quando erano scesi a 316, il recupero è stato così del 67,4%. Sul fronte iraniano, Teheran sta spingendo sulle esportazioni di petrolio, indebolendo in questo modo gli sforzi degli altri produttori volti a ridurre l'eccesso di offerta. Secondo quanto riportato da Reuters, l’Iran, che è stata esentata dai tagli dell’OPEC per poter riguadagnare quote di mercato dopo la fine delle sanzioni occidentali, ha venduto più di 13 milioni di barili contenuti nelle sue petroliere.