Produzione e forniture, le prospettive della AIE sul mercato del petrolio

Produzione e forniture, le prospettive della AIE sul mercato del petrolio

Emilio Fabio Torsello
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A pochi giorni dal meeting OPEC, l'Arabia Saudita sorpassa gli USA nelle estrazioni di greggio

Il meeting OPEC previsto per fine settembre in Algeria potrebbe riscrivere alcuni degli equilibri della geopolitica energetica internazionale, ridefinendo livelli di produzione e prezzi del petrolio. E la riunione dei Paesi produttori arriva dopo mesi in cui diversi storici esportatori di greggio hanno cercato di mantenere le loro quote di mercato attraverso estrazioni sempre maggiori di greggio.

Tra i primi effetti di queste operazioni, secondo l’Agenzia Internazionale dell’Energia, c’è il sorpasso dell’Arabia Saudita sugli Stati Uniti nel ranking mondiale dei produttori di greggio.

La IEA, infatti, ha certificato che ad agosto gli USA hanno raggiunto l’output di 12,2 milioni di barili al giorno, compresa la produzione di natural gas. Un dato di poco inferiore a quanto fatto registrare proprio dall’Arabia Saudita, che nello stesso mese ha estratto 12,58 milioni di barili al giorno. Ma la rincorsa di Riad era iniziata da diversi mesi. Secondo le statistiche, infatti, la media di petrolio estratto nei primi otto mesi di quest’anno dall’Arabia Saudita ha raggiunto i 10,36 milioni di barili, una cifra di circa 200.000 barili al giorno superiore rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.

Ma la vera incognita resta il mercato. Sempre la IEA in uno dei suoi ultimi report ha infatti ricordato come la produzione di petrolio da parte dei Paesi non-OPEC sia calata negli ultimi mesi di 300.000 barili al giorno, trascinando in basso l’intero mercato mondiale delle forniture, ben oltre i 100mila barili preventivati. Una diminuzione bilanciata da un aumento "difensivo" della produzione proprio dei Paesi OPEC che si è attestata invece su livelli record.

Il mercato, secondo la IEA, avrà dunque tempi di stabilizzazione ben più lunghi rispetto a quanto preventivato dalla stessa Agenzia per l’Energia che prospettava un 2016 ben più positivo rispetto a quanto sta invece avvenendo.