Petrolio, Obama frena mentre India a Nigeria rafforzano l'intesa

Petrolio, Obama frena mentre India a Nigeria rafforzano l'intesa

Elisa Maria Giannetto
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Gli USA fanno un passo indietro sulle trivellazioni mentre Nigeria e India stringono accordi per l'esplorazione di nuovi giacimenti, sotto la spinta di un prezzo del petrolio che sembra riprendere quota

L’ultima decisione di Obama in tema di ambiente non lascia indifferenti, in particolare Trump e il suo entourage. Il presidente uscente degli USA ha infatti vietato in modo permanente le trivellazioni di petrolio e di gas naturale nell'Artico e nell'Atlantico. E lo ha fatto utilizzando una misura contenuta in una legge del 1953 (Outer Continental Shelf Lands Act) che dà al presidente la possibilità di agire in modo unilaterale sulla questione. Trump dunque dovrà procedere per vie legali per bloccare la decisione di Obama ma a quel punto, almeno nel disegno dei democratici, le elezioni del 2020 potrebbero essere vicine.
Se gli Stati Uniti sembrano fare un passo indietro sulle nuove esplorazioni di petrolio e GNL, l’India e la Nigeria rafforzano la loro partnership commerciale per sostenere la comune aspirazione di diventare leader economici delle rispettive aree. New Delhi guarda all’Africa per la ricerca e lo sfruttamento dei giacimenti e sta cercando di costruire un canale di dialogo preferenziale con il Paese di Buhari. Un passo decisivo questa direzione è stato l’incontro di ottobre quando il ministro del petrolio nigeriano, Emmanuel Kachikwu, ha incontrato il suo omologo indiano per firmare un protocollo d'intesa sul petrolio del valore di 15 miliardi di dollari. Secondo le stime dell’OPEC la domanda di petrolio dell’India è destinata a raddoppiare entro il 2040. Si parla di un volume pari a 10 milioni di barili al giorno.  L’accordo potrebbe essere formalizzato nelle prossime settimane grazie anche ai segnali positivi che giungono dai mercati del petrolio. Nonostante l’attendismo in vista delle festività, il prezzo è in risalita.