A gennaio l'accordo Opec supera la prova

A gennaio l'accordo Opec supera la prova

Elisa Maria Giannetto
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Baku presenta il primo report mensile sui tagli alla produzione di petrolio. Nel primo mese dell'anno, sono stati prodotti 35.000 barili al giorno in meno. Un segnale positivo per la tenuta dell'accordo Opec

Dopo la Russia, un altro dei grandi Paesi produttori di petrolio non-Opec sembra procedere sulla strada giusta per tranquillizzare i mercati e portare fiducia su un futuro riequilibrio tra domanda e offerta. A gennaio infatti l’Azerbaigian ha presentato  un report positivo sull’andamento dei  tagli alla produzione di petrolio testimoniando una riduzione di 35.000 barili al giorno. I dati, illustrati da un rappresentante del ministero dell’energia di Baku alla commissione tecnica del Comitato di controllo sulla tenuta dell’accordo Opec, chiariscono che ''fino al 10 dicembre 2016, data della stipula dell’accordo, il paese aveva prodotto 37.72 milioni di tonnellate di petrolio in 11 mesi, con un livello di produzione giornaliera di  829,100 barili''. Nel mese di gennaio - come si evince dal rapporto - questa quota è scesa a 794,100 barili al giorno. Baku sta così dimostrando di tenere fede agli impegni presi durante il convegno che ha riunito a Vienna le principali potenze produttrici di petrolio afferenti al cartello Opec e undici nazioni esterne, tra cui Russia, Messico e lo stesso Azerbaigian. Ma l’impatto di queste scelte sui mercati e sulla stabilizzazione dei prezzi del petrolio si potrà valutare solo in un arco temporale più lungo. Su questo tema è stato fissata a  marzo, in Kuwait, una riunione del comitato di sorveglianza che avrà l’obiettivo di effettuare una prima valutazione sulle oscillazioni dei prezzi e di indicare ai firmatari dell’accordo eventuali azioni correttive. Se tutto ciò che è stato stabilito nella capitale austriaca dovesse verificarsi, quest’anno si potrebbe registrare - secondo le previsioni di alcuni analisti del settore - un’offerta mondiale di petrolio inferiore del 2%. Tuttavia i dubbi sul rispetto delle intenzioni annunciate non sono pochi e si dovrà aspettare ancora un po’ per contare chi realmente è disposto a passare dalle parole ai fatti nel medio periodo.