Firmato un MoU internazionale per il bunkering del LNG

Firmato un MoU internazionale per il bunkering del LNG

Emilio Fabio Torsello
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Olanda, Stati Uniti, Norvegia, Giappone e Singapore alcune delle autorità portuali coinvolte. Il Memorandum of understansding è stato siglato durante l'International Bunkering Conference and Exhibition

È stato firmato, a livello internazionale, un memorandum of understanding per il bunkering del gas naturale liquefatto da alcuni tra i maggiori porti internazionali, sia europei che asiatici. L’accordo è stato siglato durante l’International Bunkering Conference and Exhibition (SIBCON) di Singapore da parte delle autorità portuali olandesi, norvegesi, statunitensi, giapponesi e di Singapore. Il porto di Rotterdam, ad esempio, ha già tre siti per lo stoccaggio del Liquefied Natural Gas (LNG) e nel prossimo anno punta a un ulteriore sviluppo. Situazioni molto simili anche negli altri siti portuali, con Singapore che ormai da mesi sta sviluppando proprio le potenzialità del Paese quanto a esportazione e lavorazione di LNG.
Obiettivo del MoU è armonizzare il sistema di bukering a livello internazionale, creando una rete globale in grado di gestire carichi e rifornimenti, con procedure coordinate per mettere in esercizio le attività di stoccaggio. Nel dettaglio, il MoU sintetizza le principali linee guida contenute nei documenti dell’International Association of Ports and Harbours (IAPH), della International Organisation for Standardisation (ISO) e della Society for Gas as a Marine Fuel (SGMF). Olav Aklselsen, dell’autorità portuale norvegese, ha poi sottolineato come “standard condivisi sono importanti per la sicurezza delle attività di bunkering".
Il Liquefied Natural Gas, inoltre, si sta sempre più affermando come un combustibile in linea con le politiche di riduzione delle emissioni messe in atto dai Paesi che hanno partecipato alla COP21 di Parigi.