Toro o orso: L'impossibile previsione sul mercato del petrolio

Toro o orso: L'impossibile previsione sul mercato del petrolio

Elisa Maria Giannetto
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All'International Petroleum Week in corso a Londra si discute dell'andamento del prezzo del petrolio: potrebbe toccare i 70 o i 30 dollari al barile

Sarà un mercato toro o orso quello dei prezzi del petrolio nel 2017? E’ ancora una volta la previsione sulle tendenza rialzista o ribassista dei prezzi del petrolio ad accendere il dibattito all’International Petroleum Week in corso a Londra. Una battaglia a colpi di cifre con previsioni che oscillano dai 70 ai 30 dollari al barile. Tutto dipende da chi risponde. Da un lato, ci sono gli ottimisti con in prima fila analisti come Edward Morse Citibank secondo cui ''i prezzi del petrolio non sono suscettibili ad allontanarsi molto dai 53-58 dollari al barile nel breve termine, mentre saranno spinti velocemente in alto nella seconda metà dell’anno''. Grazie al buon andamento dell’accordo Opec sui tagli alla produzione, e alla recente richiesta dell’Iraq di organizzare una nuova riunione dei paesi esportatori di petrolio per concordare un'ulteriore riduzione della produzione a sostegno del prezzo. Dall’altra parte, c’è chi guarda agli Usa e alla sua corsa per incrementare la produzione e riempire i magazzini come uno dei freni principali alla risalita dei prezzi. A sostegno della tesi ribassista c’è un altro fattore da considerare. Nonostante i prezzi bloccati mediamente tra i 50 e i 55 dollari al barile, le scommesse dei trader sono tutte orientate  su un prezzo al rialzo. Uno sbilanciamento che espone il mercato ad un immediato cambiamento di rotta. Secondo quanto riporta il Financial Times ''quando gli investitori si accorgeranno che stanno puntando sullo stesso cavallo, potrebbe verificarsi uno spostamento immediato e massiccio che potrebbe far crollare i prezzi''. Tornando all’Opec c’è da tenere a mente anche il rischio di una fuoriuscita dei membri non-Opec dall’accordo. Un’ipotesi plausibile tanto che il Segretario generale dell’Organizzazione dei paesi esportatori di petrolio, Mohammed Sanusi Barkindo, ha chiesto l’introduzione dei livelli di conformità per vincolare i paesi che non fanno parte al cartello al rispetto dell’impegno preso. Sei un anno fa il tormentone era avere ''prezzi del petrolio più bassi per un periodo più lungo'', con un quadro ancora così incerto, il nuovo mantra non può che essere ''aspettare per vedere cosa succederà''.