L'innovazione diventa sostenibile

L'innovazione diventa sostenibile

Elisa Maria Giannetto
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Sono sempre più numerosi i casi di aziende che diventano leader dell'innovazione tecnologica grazie all'utilizzo di energie rinnovabili. Tre recenti casi ne sono la prova

Il re dei social network, Facebook, compie un altro passo avanti nella strada verso l’innovazione sostenibile e sceglie la Danimarca come luogo per costruire un data center ancora più efficiente di quelli basati in Svezia e Irlanda, e alimentato interamente con energie rinnovabili. La società fondata da Mark Zuckerberg lavora già da anni in questa direzione tanto che Greenpeace nell’ultimo rapporto "Who is Winning the Race to Build a Green Internet" lo pone in cima alla classifica per l’utilizzo di risorse "verdi" per i propri sistemi. Il nuovo data center di Odense,  città che ha dato i natali allo scrittore Hans Christian Andersen, sarà infatti uno dei più avanzati ed efficienti del mondo e  porterà lavoro per 150 persone. Il progetto rientra nel piano Open Compute Project di Facebook che - come si legge nella pagina ufficiale dedicata alla sostenibilità - ha permesso di "risparmiare elettricità sufficiente ad alimentare circa 127.000 case per un anno e a evitare emissioni di gas serra equivalenti a togliere quasi 136.000 autovetture dalle strade". Un'altra innovazione sta prendendo piede negli Stati Uniti per sviluppare al massimo una delle ricchezze del sottosuolo della Imperial Valley californiana: il calore del suo territorio. Attualmente nella zona sono presenti solo piccole centrali geotermiche a causa della forte concentrazione di sale dal vicino Oceano. Oggi due startup australiane hanno trovato una soluzione per ridurre al minimo questi effetti e stanno progettando  la costruzione di un grande parco geotermico, in grado di generare energia sei volte superiore a quella attualmente prodotta dalle strutture esistenti. La scommessa  di poter ottenere processi produttivi e industriali a basse emissioni di carbonio si fa dunque sempre più interessante ma di pari passo continua a crescere la necessità di trovare una soluzione al grande problema delle rinnovabili, la loro intermittenza. In questo campo, le aziende si stanno muovendo in diverse direzione. C’è chi lavora sull’aria compressa e chi progetta batterie a idrogeno ancora più avanzate. Ad esempio, la Pike Research ha pubblicato un rapporto sull'evoluzione di alcuni sistemi di stoccaggio, noti come "accumulatori di energia sulla rete", che nei prossimi dieci anni, saranno destinati a crescere notevolmente con 56 GW di capacità d’accumulo installati entro il 2022. O ancora le nuove, e più strane, proposte per immagazzinare energia rinnovabile tra cui bunker, borse sottomarine, isole energetiche e pale eoliche su conche d’acqua. Progetti ancora su carta ma che potrebbero vedere la luce già nel 2017.