India chiede sconti sul GNL e chiama in squadra Giappone e Corea del Nord

India chiede sconti sul GNL e chiama in squadra Giappone e Corea del Nord

Elisa Maria Giannetto
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Il recente accordo Opec sui tagli alla produzione di petrolio fa ben sperare i grandi acquirenti asiatici di GNL. India, Giappone e Corea chiedono accordi commerciali più equi

Parte dall’India l’appello per contenere i prezzi del Gas naturale liquefatto (GNL). Il Paese, che è il quarto importatore mondiale del combustibile, chiama a collaborare i grandi acquirenti asiatici con l’obiettivo di fare pressione sui fornitori per sganciare i prezzi del gas da quelli del petrolio. E, per ampliare le possibilità di riuscita, invita per primi, a far parte della squadra, Giappone e Corea del Nord.

Già nel 2013, India e Giappone avevano istituito un gruppo multilaterale con l’interesse comune di acquistare gas naturale a prezzi i più bassi possibili. Ora Nuova Delhi vuole ampliare il cerchio tendendo la mano ad altri importatori, come Cina e Taiwan. Una volontà ribadita di recente durante il 5° Forum Ministeriale sul Gas IEF-IGU dal ministro del petrolio indiano Dharmendra Pradhan: “Se altri Paesi importatori di GNL danno una mano all’India, avremo tutti maggiori possibilità di ottenere accordi commerciali più equi‘. Mentre i prezzi del gas a livello mondiale si sono raffreddati in linea con quelli del petrolio, negli ultimi due anni i Paesi asiatici, i maggiori acquirenti di GNL via mare, hanno continuato a pagare cinque o sei volte di più.

Abbassare drasticamente i prezzi non sarà facile anche perché i produttori difendono strenuamente l’indicizzazione al petrolio e i contratti di fornitura di lungo termine, ma il recente accordo firmato dall’Opec sui tagli alla produzione potrebbe dare una mano ai desideri dell’India. Un calo dei prezzi del gas degli Stati Uniti permetterà agli esportatori di GNL americani di poter applicare un ottimo sconto ai Paesi asiatici. Se così sarà, l’India potrà realizzare i suoi piani energetici e far aumentare la fetta di gas naturale nel suo mix energetico dal 6 al 15%. Un tentativo finalizzato anche a ridurre la dipendenza dalle importazioni di petrolio greggio.