Le fonti che creano lavoro

Le fonti che creano lavoro

Elisa Maria Giannetto
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Lo sviluppo delle rinnovabili rappresenta un'opportunità di crescita economica, con la creazione di posti di lavori e la nascita di nuove figure professionali

Quasi 10 milioni di persone al mondo lavorano nel settore delle energie rinnovabili, con un incremento dell'1,1% rispetto al 2015. A dirlo è l’ultimo rapporto pubblicato dall'International Renewable Energy Agency. Il nuovo studio presentato ad Abu Dhabi, negli Emirati Arabi Uniti, durante la 13esima edizione del meeting IRENA, dimostra come dal 2012, anno della prima pubblicazione, il numero di lavoratori impiegati nel settore è continuato ad aumentare, anche se ha visto, negli ultimi due anni, un più moderato tasso di crescita.
I dati dimostrano dunque come le fonti rinnovabili, oltre a costituire un alleato di fondamentale importanza nella lotta ai cambiamenti climatici, siano anche un’enorme opportunità di crescita economica.
Secondo quanto dichiarato da Adnan Z. Amin, direttore generale di IRENA, se la tendenza dovesse rimanere questa anche nel prossimo decennio, si potrebbe arrivare a 24 milioni di lavoratori al servizio delle rinnovabili entro il 2030. Un’evoluzione favorita anche da un progressivo abbattimento dei costi per quanto riguarda la realizzazione, la posa e la messa in opera degli impianti.
Cina, Brasile, Stati Uniti, Giappone e Germania
si sono dimostrati fino ad oggi i paesi maggiormente capaci di creare occupazione nel settore delle energie verdi. Focalizzando l’attenzione sul colosso asiatico, nel 2016 i lavoratori cinesi riconducibili a questo mercato erano 3,64 milioni (+3,4% in un anno).
Rispetto alla tecnologia, il "Renewable Energy and Jobs – Annual Review 2017", indica che l'apporto maggiore in termini di posti di lavoro viene dal solare fotovoltaico (con 3,1 milioni di posti di lavoro) e dall'eolico (passato dal milione di occupati del 2015 ai 1,2 milioni del 2016). Mentre i biocarburanti liquidi (da 1,8 a 1,7 milioni), biomasse (da 822mila a 723mila) e biogas (da 381mila a 333mila) sono tra i settori che, pur a fronte di un leggero decremento, presentano il maggior numero di occupati, in modo particolare nel settore del rifornimento di materie prime. Tra le altre fonti che creano lavoro, troviamo il grande idroelettrico che ha impiegato 1,5 milioni e il piccolo idroelettrico con 211mila persone.