Al Global Energy Forum di Abu Dhabi si respira ottimismo

Al Global Energy Forum di Abu Dhabi si respira ottimismo

Giacomo Maniscalco
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Gli attori principali presenti all'evento dell'Atlantic Council si dicono fiduciosi sul futuro dei prezzi del petrolio mentre le importazioni di Pechino alzano la domanda

I prezzi del petrolio continuano ad essere molto volatili da quando è stata raggiunta l’intesa sui tagli alla produzione tra membri OPEC con l’aggiunta di 11 Paesi non aderenti al cartello. Se pienamente attuata, infatti, la riduzione dell’output potrebbe tagliare l’eccesso giornaliero di 1,8 milioni di barili al giorno. Nel rispetto degli impegni presi, l’Arabia Saudita, il principale produttore di petrolio a livello globale, ha dichiarato di aver diminuito il proprio output sotto i 10 milioni di barili al giorno, una cifra che si traduce in una riduzione più ampia del volume originariamente promesso, pari a 486.000 barili al giorno. A trainare i prezzi del petrolio, in aggiunta ai tagli OPEC c’è anche il continuo incremento nelle importazioni della Cina, che dopo un 2016 che ha segnato una crescita del 14% - ovvero 381.01 milioni di tonnellate, intorno ai 7,65 milioni di barili al giorno - rispetto all'anno precedente, sta tenendo il passo di crescita per questo primo mese del 2017, e secondo le previsioni dell'Agenzia internazionale per l'energia (Aie), le importazioni di Pechino continueranno nella loro ascesa rallentate solamente dal corrispettivo l’incremento dei prezzi.
L’Atlantic Council Global Energy Forum di Abu Dhabi, è stato il luogo di incontro ideale anche per discutere sul tema del futuro dei tagli OPEC, con uno sguardo ottimista al prossimo incontro, in programma a Vienna il 21 gennaio, durante il quale si valuterà l’efficacia dell’accordo. Suhail bin Mohammed al-Mazroui, ministro del Petrolio degli Emirati Arabi Uniti (UAE), ha infatti dichiarato che "il mercato si sta muovendo nella direzione giusta ma la differenza vera la vedremo con l’azione di tutto il gruppo", ha detto riferendosi in particolare ai Paesi produttori principali non aderenti al gruppo OPEC, la Russia e l’Oman. Il ministro ha aggiunto: "Personalmente ho assoluta fiducia nell’impegno di questi Paesi". Il Segretario Generale dell’OPEC, Mohammad Sanusi Barkindo riferendosi ai Paesi OPEC e non-OPEC, ha dichiarato: "Mi sento fiducioso dopo quello che ho visto in questi ultimi mesi, il livello di impegno da entrambi i lati è eccezionale".
Tra i Paesi OPEC chiamati a tagliare la produzione c’è anche l’Angola. Il Paese africano infatti dovrebbe ridurre il proprio ouput petrolifero di 87.000 barili al giorno che porterebbe la quota a 1,683 milioni di barili al giorno. E la Nigeria punta a diventare il principale produttore in Africa. Dopo tanti mesi di declino in produzione fino a 700.000 barili al giorno a causa dei persistenti attacchi da parte di militanti ad impianti ed oleodotti, il Paese sta vivendo un perdio di  produzione ininterrotta da giugno 2016 cosa che ha permesso di raggiungere il livello di 1,77 milioni di barili al giorno. Emmanuel Ibe Kachikwu, ministro del Petrolio nigeriano ha annunciato che il Paese punterà a continuare questo sviluppo positivo per il 2017 cercando opportunità per investimenti nella produzione e raffinazione del petrolio.