Dal Giappone celle solari più efficienti

Dal Giappone celle solari più efficienti

Elisa Maria Giannetto
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Un team dei ricercatori dell'Università di Kobe sta studiano un sistema in grado di sfruttare tutto lo spettro solare

Non sprecare neppure un raggio di sole progettando delle celle solari in grado di superare il limite del 50% di efficienza. Questa la scommessa che, partita qualche anno fa dall’Università Milano- Bicocca, sta tenendo impegnati i ricercatori giapponesi di Kobe, guidati dai professori KitaTakashi e Asahi Shigeo. Per vincerla il team giapponese sta affinando, a partire dal design delle celle, l’innovativa tecnologia chiamata up-conversion: un sistema in grado di catturare due o più fotoni a bassa energia convertendoli in uno a più alta energia. In questo modo la capacità di utilizzo delle celle viene massimizzata anche in condizioni di luce debole. Un passo in avanti importante se pensiamo che le attuali tecnologie fotovoltaiche non sono in grado di sfruttare tutto lo spettro solare, e nel migliore dei casi arrivano a raccogliere solo due terzi della luce disponibile. Il sole infatti colpisce la terra con un infinito spettro di frequenze elettromagnetiche, un arcobaleno di colori con diverse energie che possono essere raccolti per produrre elettricità ma le celle solari attualmente disponibili sprecano circa il 70% di questa ricchezza. Il lavoro svolto dal team giapponese sta studiando una nuova struttura di celle per dotarle di un’interfaccia in etero giunzione in grado di tenere insieme materiali aventi gap energetici diversi per amplificare la resa. "Questi risultati", spiegano gli scienziati, "suggeriscono che il sistema di up-conversion a due fotoni possiede un alto potenziale per la produzione di celle solari ad alta efficienza di nuova generazione". Il risultato è un aumento della fotocorrente e del voltaggio, con un nuovo limite teorico stimato intorno al 63% rispetto al 30% attuale.