Gas e forniture, l'Europa continua a diversificare. E Teheran annuncia nuove rotte per l'LNG

Gas e forniture, l'Europa continua a diversificare. E Teheran annuncia nuove rotte per l'LNG

Emilio Fabio Torsello
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In Finlandia apre il primo sito per importare gas mentre l'Iran studia la possibilità di "affittare" gasdotti per ampliare la propria quota di mercato. Mosca stringe nuovi accordi energetici con il Bahrain

Dopo la fine delle sanzioni all’Iran, il mercato dell’energia sta vivendo un momento cruciale. L’Europa da un lato sta cercando di affrancarsi dalle forniture russe, il Medio Oriente fa registrare equilibri delicati, basati su livelli di produzione e quote di mercato. E il commercio del Liquid Natural Gas riflette a pieno titolo le dinamiche in essere.

È di poche settimane fa, infatti, la notizia che la Polonia ha avviato il primo e più importante impianto per importare LNG dall’estero, in modo da ridurre le supply russe: il primo carico di LNG è giunto dal Qatar. Adesso è la volta della Finlandia, che in questi giorni ha aperto il sito di Pori, primo porto per ricevere il Gas naturale liquido. Il terminal ha avuto un costo superiore agli 80 milioni di euro, di cui 23 sono venuti dal governo finlandese. “Il sito di Pori permetterà al Paese di diversificare” i propri approvvigionamenti energetici, ha spiegato Johanna Lamminen, CEO di Gasum, la società che ha lavorato alla realizzazione dell’impianto. Il nuovo hub finlandese permetterà di supportare le forniture sia al settore industriale che della distribuzione.

Tra i principali Paesi che puntano a diventare fornitori dell’Unione europea c’è anche l’Iran. Secondo le ultime notizie diffuse dai media iraniani, infatti, in attesa di costruirne di nuovi, Teheran starebbe pensando a prendere in affitto alcuni gasdotti per far arrivare in UE il proprio gas. Non esistono infatti “rotte del gas” che mettano direttamente in collegamento l’Iran con le pipeline europee. A confermarlo è stato Alireza Kameli, a capo della National Iranian Gas Company. Kameli ha anche sottolineato come l’Iran abbia intenzione di avviare la costruzione di siti di liquefazione del gas. Secondo l’ultimo report BP, infatti, Teheran avrebbe riserve pari 34 trilioni di metri cubi di gas e attualmente coprirebbe una quota di mercato pari al 17%.

Le nuove rotte verso l’Europa potrebbero in futuro attraversare la Turchia. Per ora – secondo gli esperti - il Southern Gas Corridor rappresenterebbe una prima opzione per portare il gas iraniano in Europa, attraverso il TANAP. Il Southern Gas Corridor permetterà il trasporto di 10 miliardi di metri cubi di gas dalla regione del Caspio fino ai Paesi UE, passando attraverso Georgia e Turchia.

E se diversi Paesi europei puntano ad avere un range più ampio di fornitori per affrancarsi dalla dipendenza energetica russa, Mosca stringe nuovi accordi in Medio Oriente. Nell’ultimo incontro tra il presidente russo Vladimir Putin e il re del Bahrain Hamad bin Isa al-Khalifa, infatti, è stato firmato un memorandum di cooperazione energetica per rafforzare le partnership nell’Oil&Gas. L’accordo è stato siglato da Gazprom e dalla National Oil and Gas Authority (Noga holding) del Bahrain.