Gli ambiziosi obiettivi ''green'' di Edimburgo

Gli ambiziosi obiettivi ''green'' di Edimburgo

Elisa Maria Giannetto
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La Scozia accelera la propria transizione verso un'economia a basse emissioni di carbonio e punta a un ruolo di leader europeo nelle tematiche sul clima

La Scozia punta a coprire, entro il 2030, metà del suo fabbisogno energetico con fonti rinnovabili. Sarebbe questo l’ambizioso obiettivo del governo di Edimburgo, rivelato dal Guardian, per ridurre nei prossimi anni la propria dipendenza dai combustibili fossili. La nuova strategia ambientale, del valore di 3 miliardi di sterline l’anno, prevede un calendario puntuale di azioni che coinvolge diversi ambiti: dal settore industriale alla mobilità alle abitazioni. Attualmente, il 47% del consumo totale di energia della Scozia proviene in gran parte dal petrolio estratto dalle piattaforme del Mare del Nord e il 27% dalle importazioni di gas naturale per uso domestico e per il riscaldamento, mentre il nuovo piano ambientale intende ridurre drasticamente queste percentuali a favore delle fonti rinnovabili. Il programma si propone di sviluppare un settore industriale per la produzione di energia che sia in gran parte indipendente dal carbonio e di portare al 40% il numero di autoveicoli a bassa emissione entro il 2032. Ma non solo. Include anche la costruzione di case dotate di innovativi sistemi per l’illuminazione e il riscaldamento. E ancora, motori ibridi per i traghetti di proprietà pubblica e il recupero di 250 mila ettari di zone verdi capaci di immagazzinare oltre un miliardo e mezzo di tonnellate di Co2. Come ha dichiarato il ministro dell’energia scozzese, Paul Wheelhouse: ''L’obiettivo finale infatti rimane quello di contribuire, in maniera significativa, alla lotta ai cambiamenti climatici''. In questo campo, la Scozia ha già ottenuto grandi risultati: l'obiettivo di tagliare il 42% delle emissioni inquinanti entro il 2020, è stato raggiunto sei anni prima del previsto. Adesso l’asticella si è alzata al 66% di Co2 in meno, sempre nei prossimi 3 anni. ''Siamo orgogliosi di questi successi - prosegue Wheelhouse - tuttavia, è chiaro che sarà richiesto un ulteriore sforzo se vogliamo rimanere sulla buona strada per raggiungere il nostro ambizioso traguardo''. A pesare sul raggiungimento potrebbe esserci l’incognita dell’uscita del Regno Unito dalla UE. Fino ad oggi, infatti, la riduzione di Co2 in Scozia è stata guidata dal piano generale di conversione all’energia rinnovabile di tutta l’Unione europea. ''I propositi del governo – ha detto il segretario per l’ambiente, Roseanna Cunningham – contribuiranno a costruire l’indipendenza della Scozia dalle scelte della Gran Bretagna per proporsi come leader europeo per ciò che riguarda le tematiche sul clima''. Ed Edimburgo ha un altro vantaggio, l’esempio della vicina Eigg, una piccola isola delle Ebridi interne, con appena un’ottantina di abitanti. La sua economia è sostanzialmente basata sul turismo ma è ormai conosciuta, oltre che per le sue bellezze, per essere la prima isola al mondo 100% green.