Cipro, il prossimo Eldorado per l'Oil&Gas?

Cipro, il prossimo Eldorado per l'Oil&Gas?

Peter Ward
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La piccola isola del Mediterraneo orientale sembra prospettare enormi potenzialità per il settore e potrebbe giocare un ruolo chiave per la sicurezza energetica europea

Quando pensiamo ai protagonisti del comparto Oil&Gas nel panorama mondiale, Cipro, la piccola isola del Mediterraneo orientale, in genere non è fra i primi paesi che ci vengono in mente. Eppure, alcune grandi società energetiche stanno facendo la fila per acquistare licenze offshore e attingere alle riserve di gas del Paese, che sembrano prospettare enormi potenzialità.
Verso la fine dello scorso anno, il Ministero cipriota per l’Energia ha assegnato tre blocchi esplorativi offshore: uno di questi è stato affidato alla partnership Eni/Total, la società del cane a sei zampe ne ha poi ottenuto un altro da sola, mentre un terzo blocco è andato a ExxonMobil in compartecipazione con Qatar Petroleum.
L’entusiasmo è in parte motivato dalle affinità geologiche riscontrate tra i blocchi ciprioti e l’area in cui, solo pochi chilometri più in là, al largo delle coste egiziane, Eni aveva scoperto l’enorme giacimento di Zohr, contenente riserve di gas pari a 850 miliardi di metri cubi.
A seguito della seconda gara internazionale indetta nel 2012, Eni ha esteso il suo raggio di azione su tutti e tre i blocchi dell’offshore cipriota, che si vanno così ad aggiungere ai tre blocchi esplorativi situati nelle contigue acque egiziane, su cui già deteneva i diritti di esplorazione: Shorouk (l’area in cui si trova Zohr), Karawan e North Leil.
Si ritiene che alcuni dei blocchi ciprioti poggino sul rilievo sottomarino di Eratostene, considerato la fonte di tutti gli idrocarburi rinvenuti nel Mediterraneo orientale.
L’amministratore delegato di Eni, Claudio Descalzi, ha dichiarato che per i blocchi ciprioti la società partirà dalla base di conoscenze acquisite grazie alle attività condotte nel bacino di Zohr, e ha aggiunto che l’accordo potrebbe giocare un ruolo chiave per la futura sicurezza energetica dell’area e dell’Europa.

Il giacimento egiziano di Zohr

Il giacimento di Zohr, situato nella concessione di Shorouk, è stato scoperto da Eni nell’agosto del 2015. Si tratta del più grande giacimento di gas naturale del Mediterraneo, con un potenziale complessivo pari a 850 miliardi di metri cubi di gas. Il primo gas è previsto entro la fine del 2017.
"La nostra strategia, rivelatasi vincente, ci consente di continuare a operare nelle aree mature di quei paesi che conosciamo oramai da decenni, e dimostra il grande potenziale ancora inesplorato che possiamo cogliere in Egitto. Questa scoperta epocale potrebbe trasformare il panorama energetico egiziano, in cui siamo stati accolti oltre 60 anni fa", ha commentato Claudio Descalzi contestualmente alla scoperta del giacimento.
"Le nostre attività esplorative sono al centro della nostra strategia di crescita: negli ultimi 7 anni abbiamo scoperto risorse pari a 10 miliardi di barili, di cui 300 milioni solo nella prima metà dell’anno, a riprova della leadership che Eni detiene tuttora nel settore. Questo successo esplorativo assume ancora più rilevanza proprio perché avvenuto in Egitto, un partner strategico per Eni, in cui è possibile sfruttare le importanti sinergie esistenti per assicurare un rapido avvio della produzione".
Cipro, come molti altri paesi, ci pone davanti a sfide di natura politica. Per la piccola isola del Mediterraneo, in particolare, la principale fonte di preoccupazione è legata alla vicina Turchia, che si oppone a qualsiasi perforazione nel territorio sottoposto all’autorità di Nicosia senza la partecipazione dei turchi ciprioti. Tuttavia c’è speranza che presto i due paesi tornino a interagire sulla base di rapporti più amichevoli. Cipro è divisa in due dal 1974, anno in cui le truppe turche invasero il nord dell’isola. Il Paese venne effettivamente diviso a metà e i turchi ciprioti si stabilirono nel terzo settentrionale dell’isola, mentre la popolazione di origine greca si stanziò nei due terzi restanti. E, da allora, le Nazioni Unite presiedono al cessate il fuoco tra le due fazioni.
Il Presidente della Repubblica di Cipro e il leader dei turco-ciprioti si sono entrambi impegnati a favore di un piano di riunificazione e, visti gli accordi all’orizzonte in campo energetico, molti sono dell’idea che la riconciliazione sia ormai vicina.

Le scoperte di Israele

Negli ultimi anni, anche il vicino Israele è stato interessato da una serie di importanti scoperte di riserve di gas. Tel Aviv punta a esportare il proprio gas in Turchia per il tramite di un gasdotto ma, il modo più semplice per farlo, sarebbe proprio quello di costruire una pipeline che attraversi le acque cipriote. Tutto ciò sarà possibile solo se la Turchia e Cipro raggiungeranno finalmente la pace.
Altri paesi europei stanno tenendo d’occhio gli sviluppi riguardanti le scoperte di gas nel bacino del Levante, territorio di cui fanno parte Israele, Egitto e Cipro. Le maggiori potenze europee ravvisano in questi nuovi giacimenti di gas naturale un’opportunità per diminuire la propria dipendenza energetica da Mosca.
In effetti, i rappresentanti dei governi di Italia, Grecia e Israele si sarebbero riuniti per discutere della realizzazione di un metanodotto che porterebbe il gas naturale dei giacimenti del Mediterraneo orientale in Grecia e in Italia. Il costo per costruire il gasdotto che collegherebbe l’Europa con il giacimento israeliano di Leviathan, il pozzo esplorativo di Afrodite nell’offshore cipriota e, potenzialmente, anche altri giacimenti, si aggirerebbe intorno ai 5,7 miliardi di dollari.
La possibile scoperta di un giacimento di vaste dimensioni al largo delle coste cipriote racchiude in sé un grande potenziale e, quando ciò accadrà, a beneficiarne saranno Cipro, la regione e l’Europa nel suo complesso.