A difesa del Paese e dell'ambiente

A difesa del Paese e dell'ambiente

Elisa Maria Giannetto
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Turbine subacquee e centrali solari per alimentare basi. Così la Marina e l'Aviazione Usa investono nelle rinnovabili

Il mondo delle forze armate Usa, in particolare la marina e l’aviazione, hanno dimostrato spesso di non condividere lo scetticismo del presidente Trump nei confronti del riscaldamento globale. E adesso decidono di investire parte dei 54 miliardi che Trump ha promesso di aggiungere al budget della Difesa, a favore delle fonti green. I primi progetti sono già partiti: la Marina sta sviluppando una turbina da installare sui fondali di mari o fiumi, per produrre energia grazie alle correnti. Il progetto è pensato per le basi dove il rifornimento di carburante per i gruppi elettrogeni è particolarmente difficile e costoso, come nelle remote località dell'Alaska. L'Aviazione invece sta installando centrali solari per alimentare le proprie basi in California e New Jersey. Lo stesso segretario alla Difesa nominato da Trump, James Mattis, in un rapporto presentato al Senato ha scritto che "il cambiamento climatico sta impattando la stabilità in aree del mondo dove le nostre truppe stanno operando oggi. È appropriato che i comandi operativi includano nella loro pianificazione fattori di instabilità che riguardino la sicurezza dell'ambiente nelle loro aree". Ma già nel settembre dell'anno scorso, poco prima dell'elezione di Trump, venticinque esperti statunitensi di sicurezza, repubblicani e democratici, avevano pubblicato una lettera aperta nella quale definivano il cambiamento climatico un "rischio significativo" per la sicurezza nazionale e chiedevano una politica adeguata per affrontarlo. Nel gruppo c'erano il sottosegretario alla Difesa dell'amministrazione di George W.BushDov Zakheim, e l'ex generale dei Marines Anthony Zinni, già inviato speciale in Medio Oriente.  A spingere questi investimenti è anche il fatto che le fonti rinnovabili e il gas sono diventati sempre più competitive rispetto ai combustibili fossili. E anche nel quotidiano, la dimostrazione è evidente. Come dimostra uno studio della società Bloomberg New Energy Finance. nel 2016, la spesa per l'energia delle famiglie statunitensi ha raggiunto il suo minimo degli ultimi 60 anni. "L'installazione di energie rinnovabili ha allungato il passo", spiega Bloomberg, "il consumo e l'esportazione di gas naturale ha toccato livelli record e l'economia è cresciuta con più efficienza energetica che mai". Secondo la ricerca, in alcuni stati le rinnovabili sono ora la fonte di energia più economica. Negli Stati Uniti l'anno scorso hanno garantito il 22% della produzione energetica. Il gas nel 2016 è diventato la principale fonte di energia, col 34%.