Opec: necessaria una proroga dell'accordo

Opec: necessaria una proroga dell'accordo

Elisa Maria Giannetto
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Il Comitato di sorveglianza dell'accordo Opec raccomanda un'estensione dell'intesa sui tagli alla produzione di petrolio. Una richiesta per sostenere i prezzi e contenere l'aumento delle scorte e della produzione Usa

Dopo l'iniziale impennata dei prezzi, l'effetto dei tagli alla produzione di petrolio sembra già essere scemato. Ma da Kuwait City, dove ieri si è tenuta una riunione informale del Comitato di sorveglianza dell’accordo Opec, arriva un nuovo monito a fare di più per sostenere i prezzi. Cinque paesi dell'Opec, più l'Oman, hanno infatti chiesto una estensione del taglio alla produzione in scadenza a giugno, e il Kuwait si è speso pubblicamente precisando che si dovrebbe trattare di un ulteriore impegno di sei mesi. La richiesta dovrebbe essere discussa durante il prossimo vertice Opec di aprile ma sarà un percorso facile. La continua risalita delle scorte di petrolio Usa e l'aumento della produzione interna potrebbe continuare a vanificare l’effetto dei tagli Opec e smorzare la volontà per un maggiore impegno. Per poter permettere ai prezzi di salire ancora, come ha dichiarato Alan Bannister, direttore regionale S&P Global Platts, intervistato dalla CNBC,  bisogna far leva sulla domanda di energia che sta registrando, soprattutto in alcuni mercati, una crescita sostenuta. ''La necessità di un aumento della domanda nei mercati emergenti è forte. In particolare - spiega Bannister - a causa dell'aumento delle vendite di nuovi veicoli". A questo si aggiunge l’insofferenza dei mercati, con gli hedge fund che scommettono sempre meno. L'analista Daniel Hynes in un’intervista a Bloomberg sostiene che ''non è un caso che i gestori dei fondi speculativi siano assolutamente scettici sulla possibilità che il prezzo del petrolio salga ulteriormente. Secondo la U.S. Commodity Futures Trading Commission, le scommesse sui rialzi sono scese del 37% dai record del mese scorso''. Intanto il prezzo del Wti resta sotto i 48 dollari al barile proprio per le incertezze che ancora persistono, fra paesi Opec e non-Opec, sul prolungamento dei tagli alla produzione. Il Brent è poco sopra 50 dollari. C’è però anche una buona notizia e una prima manifestazione di impegno concreto: gli Emirati Arabi Uniti (EAU) - a detta del  ministro dell'Energia, Suhail Mohamed Faraj Mazrouei - promettono di voler superare la quota stabilita nel quadro dell'accordo sulla riduzione della produzione di petrolio tra il 15 e il 33 per cento. Una buona notizia che potrebbe trainare gli altri Paesi verso un taglio più consistente e per un periodo più lungo.