Verso Astana Expo 2017

Verso Astana Expo 2017

Elisa Maria Giannetto
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A poco più di 100 giorni dall'inaugurazione di Expo 2017 in Kazakhstan, il cantiere di Astana è a buon punto e diventa un esempio di eccellenza a livello internazionale

Quando nel 2011 il Kazakhstan, patria per eccellenza degli idrocarburi, scelse di candidarsi all’Expo Internazionale sui temi dello sviluppo sostenibile, lo scetticismo era tanto. Eppure proprio questa manifestazione potrebbe aggiudicarsi il primato di uno degli eventi più riusciti  a livello internazionale. Le prime conferme arrivano dall’incontro che ha visto riuniti nella capitale kazaka 326 delegati provenienti da più di 100 Paesi per ultimare gli aspetti organizzativi e logistici della manifestazione. A differenza di quanto accaduto a Milano nel 2016, il cantiere di Astana è già a buon punto e cominciano ad intravedersi i primi padiglioni. In questa occasione, il Segretario Generale del Bureau International des Expositions (BIE), Vicente Loscertales, ha ringraziato tutti gli organizzatori sottolineando l'alto livello dei preparativi: "Ora sono sicuro che i nostri sforzi congiunti ci porteranno al successo". Il tema scelto per l’edizione che si terrà dal 10 giugno al 10 settembre è "Future Energy", un tema di interesse globale come dimostra il numero di partecipanti. A poco più di 100 giorni dalla sua inaugurazione, hanno ufficialmente confermato la loro partecipazione all’esposizione 115 Paesi e 18 organizzazioni internazionali. Con 5 milioni di visitatori attesi, Astana sarà anche un banco di prova sotto il profilo operativo, tecnologico e della sicurezza. "Abbiamo studiato attentamente l'esperienza di mostre a Milano e Shanghai, i Giochi Olimpici di Sochi e Rio de Janeiro", ha detto il Presidente di Astana Expo 2017, Akhmetzhan Yessimov, "e sulla base di tale studio, abbiamo messo a punto un piano operativo per garantire la massima sicurezza per tutti i partecipanti della mostra". Ma dall’Italia, oltre agli insegnamenti utili a non ripetere alcuni errori del passato, ci si porta dietro anche l’eccellenza del Made in Italy. Durante l’incontro infatti, i vertici dell’Esposizione kazaka hanno siglato un accordo per affidare ad "e-venti Kazakhstan" (società nata dalla collaborazione tra la bergamasca e.20 Srl guidata da Elisabetta Lanfranchi, e alcune realtà kazake del settore, gestite da un altro italiano, Marco Beretta) la gestione di tutti i servizi di business matching fra le imprese che parteciperanno all’evento, e per lo più operanti nei settori oil&gas, nuove tecnologie per la sostenibilità energetica oltre che nei servizi sanitari e in quelli del terziario avanzato. L'Expo di Astana sarà dunque la buona occasione per presentare al mondo un grande Paese asiatico, ricco di risorse ma anche di talenti, pronto a cambiare rotta nel rispetto dell'ambiente. Rispetto a 6 anni fa, non fa più scalpore il fatto che si parli di eolico, solare, idroelettrico e geotermia proprio in un Paese in cui queste risorse contano meno dell’1% del settore energetico. Per dirla con le parole di Marat Omarov, responsabile Contenuti ed Eventi della manifestazione: "Il paradigma sta cambiando. Anzi, il mondo intero sta cambiando. Abbiamo visto cosa vuol dire affrontare crisi dell’energia. E dobbiamo tutti fare i conti con l’ambiente. Noi vogliamo essere tra i pionieri, non tra chi segue la corrente. Quindi, diamoci da fare".