L'asse Russia-Arabia Saudita

L'asse Russia-Arabia Saudita

Elisa Maria Giannetto
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I dati riportati dall'API mostrano un calo netto delle riserve di petrolio negli Stati Uniti. Una notizia che spinge i prezzi del petrolio al rialzo. Intanto si fortifica l'alleanza Russia-Arabia Saudita

I prezzi del petrolio riguadagnano terreno dopo i dati dell'American Petroleum Institute (Api) che mostra come le scorte statunitensi siano scese notevolmente durante la scorsa settimana. Nel dettaglio si parla di un calo di 8,7 milioni di barili rispetto ai 2,5 milioni di barili previsti. I volumi si sono attestati a 513,2 milioni nella settimana al 26 maggio, un dato tra i più bassi delle ultime settimane.
Ma "al di là dei dati API, il mercato non ha grandi motivi per essere ottimista", ha dichiarato Gao Jian, analista energetico alla Shandong SCI International.
Nonostante l’estensione dei tagli alla produzione decisi dal cartello Opec, gli Stati Uniti potrebbero aumentare ulteriormente la loro produzione di shale oil facendo crescere il volume delle scorte e frenare la ripresa dei prezzi. Intanto si fortifica l’asse Russia-Arabia Saudita.
I due maggiori paesi produttori di petrolio si sono incontrati diverse volte ultimamente per iniziare a cooperare nello sviluppo di nuove tecnologie nel settore dell’Oil&Gas. Per gli analisti si tratta di una partnership unica tanto da essere definita "Asse dell’amore".