Arabia Saudita e Russia insieme per un accordo sul taglio della produzione di petrolio

Arabia Saudita e Russia insieme per un accordo sul taglio della produzione di petrolio

Emilio Fabio Torsello
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Prosegue l'incertezza sull'esito della prossima riunione dell'OPEC a Vienna, mentre Riad fa sapere al futuro presidente USA che non sarebbe "salutare" bloccare il commercio di greggio

Il prezzo del petrolio è in leggero rialzo dopo le ultime dichiarazioni rilasciate da Arabia Saudita e Russia circa la possibilità che il 30 novembre prossimo l’OPEC trovi un accordo sui tagli alla produzione di petrolio. A supportare il rialzo dei prezzi – hanno spiegato diversi analisti – anche un dollaro comunque più forte. E proprio la Russia – che non fa parte dei Paesi OPEC – con una dichiarazione del ministro dell’Energia, Alexander Novak, si è detta comunque disponibile a limitare l’output petrolifero, sebbene abbia sottolineato come ci sia incertezza sull’inizio effettivo dell’accordo: novembre 2016 o gennaio 2017. Novak, inoltre, dovrebbe incontrare il ministro del petrolio saudita, Khalid al-Falih, a margine della conferenza sul gas che si terrà questa settimana a Doha.
E proprio il supporto della Russia – il maggiore esportatore mondiale di energia - all’OPEC, secondo alcune analisi citate da Bloomberg, avrebbe fruttato al budget di Mosca almeno 6 miliardi di dollari, in termini di accordi e revenues, con i ricavi petroliferi che pesano per il 40% sul budget totale dello Stato.
Sul fronte saudita, invece, sempre il ministro dell’Energia ha risposto per le rime alle parole di Donald Trump di tagliar fuori il maggior produttore mondiale di petrolio – Riad, appunto – dal mercato statunitense. Khalid al-Falih ha infatti commentato l’eventualità dicendo che "bloccare il commercio di un qualsiasi bene non è mai salutare". Attualmente l’Arabia Saudita detiene l’11% delle quote nel mercato petrolifero statunitense e ha fatto diversi investimenti anche su alcune raffinerie nel Paese. Più in generale, il 31% delle importazioni di petrolio negli USA provengono da Paesi OPEC.