Opec, l'agenda dei tagli vale solo nel breve periodo

Opec, l'agenda dei tagli vale solo nel breve periodo

Elisa Maria Giannetto
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L'impegno dei Paesi nella riduzione dei tagli alla produzione di petrolio è serio almeno nel breve periodo. I progetti a lungo raggio potrebbero andare nella direzione opposta

Il clima di incertezza sul rispetto dell’accordo Opec, relativo ai tagli alla produzione di petrolio, ha spinto diversi leader politici a dichiarare i propri obiettivi di medio e lungo termine. E se nell’immediato non ci sono dubbi sul mantenimento degli impegni presi, nel lungo periodo alcuni paesi stanno già progettando di tornare a livelli di produzione anche più alti rispetto al passato. L’Iraq, il paese che all’inizio delle trattative era stato tra i più restii ad accettare i tagli, ha iniziato l’anno dando il buon esempio. Come ha dichiarato il ministro del petrolio, Jabbar al Luaibi: ''Abbiamo già ridotto la produzione di 180.000 barili al giorno, e puntiamo ad arrivare a 300.000 prima della fine del mese‘. Ma la preoccupante situazione del paese potrebbe spingere il governo a dover rafforzare le proprie risorse economiche proprio sfruttando una delle principali ricchezze di cui è dotato. Nel frattempo, lunedì scorso, durante la quarta conferenza organizzata ogni anno da Argus e che riunisce i leader del settore petrolifero del Medio Oriente, Salim Al Aufi, sottosegretario presso il Ministero del petrolio e del gas dell’Oman, ha promesso di tagliare l’output di 45.000 barili al giorno. Un impegno concordato nell'ambito dell’accordo raggiunto lo scorso 10 dicembre a Vienna tra paesi dell’Opec e principali produttori non-Opec ma che potrebbe durare solo sei mesi. Siamo di fronte ad un paese che l’anno scorso ha prodotto più di un milione di barili al giorno e che, dopo un primo sforzo, tenterà di riavvicinarsi alla cifra originaria. Questo almeno nel medio periodo, perché lo sguardo dell’Oman in un futuro più lontano invece - come spiega Al Aufi - è rivolto al settore del gas naturale, risorsa considerata fondamentale per rilanciare la grande industria e diversificare la produzione energetica.